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15.01.2020

Bolivia: pari opportunità per una vita migliore

Barbara Banfi e Francesco Negri stanno per partire per la Bolivia, dove Barbara lavorerà con l’organizzazione partner Ciudadanía a favore delle pari opportunità e di un maggiore riconoscimento sociale per le donne.
 

Barbara Banfi e Francesco Negri sono entrambi operatori sociali diplomati alla SUPSI. Dopo qualche anno di esperienza professionale in diverse organizzazioni ticinesi e alcuni brevi periodi di volontariato all’estero, la passione per il viaggio e la curiosità di avvicinarsi a realtà differenti li ha motivati a iscriversi al CAS in Cooperazione allo Sviluppo (SUPSI). È dalla combinazione di questi elementi che nascono la volontà e l‘interesse a sperimentarsi professionalmente in nuovi contesti, mettendo a disposizione le competenze acquisite e quanto appreso finora nella pratica professionale sul territorio ticinese: «Impegnarci con COMUNDO è il modo che abbiamo scelto per contribuire alla costruzione di un mondo più giusto», dichiarano. Tra pochissime settimane i due luganesi decolleranno per un breve viaggio in Sudamerica e da febbraio saranno in Bolivia.

Il contesto
In Bolivia, il lavoro di cura di bambini e persone bisognose di assistenza difficilmente è retribuito e quindi è responsabilità delle famiglie occuparsene. Per ragioni sia culturali che strutturali nella maggior parte delle famiglie la cura e le faccende domestiche sono compito delle donne. A volte questo significa per le donne e le ragazze l’impossibilità di concludere-proseguire una formazione, difficoltà ad accedere al mondo del lavoro e una limitata partecipazione alla vita sociale e agli spazi politici.

Nella regione di Cochabamba, in particolare, molte famiglie vivono a livello di sussistenza. Le donne sono particolarmente a rischio: a causa del grande onere del lavoro di cura e della divisione tradizionale dei ruoli, le loro possibilità di reddito sono limitate. Inoltre, le grandi differenze salariali tra uomini e donne rendono immediata la scelta che sia l’uomo ad andare a lavorare. Le opportunità di lavoro per donne con poca istruzione si riducono quasi tutte al lavoro informale, per esempio la vendita ambulante o lavori di pulizia. I bambini accompagnano spessissimo le madri in questi lavori con tutti i rischi del caso e violando anche la legge che non lo permetterebbe. Le prestazioni sociali sono un altro fattore critico per i lavoratori informali, infatti un venditore ambulante non beneficia di prestazioni di maternità, di un’assicurazione sanitaria o di una pensione.
È in questo contesto che l’educatrice Barbara Banfi e l’organizzazione partner di COMUNDO Ciudadanía si impegnano a favore delle pari opportunità e di un maggiore riconoscimento sociale per le donne. Le misure volte ad alleggerire l'onere dei compiti assistenziali tradizionali sono destinate a migliorare le opportunità per circa 2’000 donne di guadagnarsi da vivere e di esercitare i propri diritti politici. Ciò avrà anche un impatto diretto sui loro figli e sui giovani. Ciudadanía si concentra sui pilastri della gestione della conoscenza, dell'istruzione, del lobbying e della promozione di un'economia basata sulla solidarietà.

L’organizzazione partner
Ciudadanía lavora per le pari opportunità. Fondata nel 2004, l'organizzazione promuove i diritti umani, la cittadinanza attiva e interculturale, la giustizia e l'uguaglianza di genere. Ciudadanía lavora in rete con organizzazioni della società civile, istituzioni private e statali per rafforzarne l'impatto sul territorio locale e regionale. Un esempio molto concreto per promuovere una migliore conciliabilità tra lavoro di cura e vita professionale è la creazione di un asilo nido (La Kita) per le donne dell’associazione, che così possono lasciare i loro bambini in un posto sicuro mentre si recano al lavoro.

Il progetto
Scopo principale dell’interscambio di Barbara Banfi è migliorare le condizioni di vita delle piccole famiglie contadine grazie all'attuazione di politiche pubbliche che tengono esplicitamente conto della solidarietà e dell'economia assistenziale e della giustizia di genere. A beneficiarne direttamente saranno circa 2'000 persone che riceveranno sostegno da fondi pubblici o privati per la creazione di servizi di cura e assistenza.
Barbara lavorerà nel team di progetto di Ciudadanía, che accompagna e sostiene l'implementazione di iniziative di assistenza e fa pressione sul pubblico e sulle autorità. Questo permette un continuo scambio con la realtà della popolazione locale e un modo di lavorare orientato alle loro esigenze. In particolare, Barbara si occuperà di consigliare i responsabili della gestione degli asili nido, dei rapporti con i bambini, dell'organizzazione quotidiana; formare le donne sui loro diritti alle prestazioni previste dalla legge; sviluppare, insieme al suo team, progetti per il riconoscimento del lavoro di assistenza (ad es. assistenza ai bambini, ai malati, agli anziani); sviluppare contenuti e strategie per un lobbying politico mirato per il riconoscimento del lavoro di cura.

Scarica il comunicato stampa completo.

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