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01.03.2022

Diana Ombelli del Kenya dell'ovest

Da bambina leggevo gli elenchi telefonici. Non saprei proprio dire che cosa mi avesse spinto ad iniziare questa attività, che si è presto rivelata una miniera di scoperte. "Mamma, sai quanti Bernasconi ci sono a Bellinzona?" e snocciolavo nomi e numeri a mia mamma incredula. 

Chissà, forse in un altra vita mi occupavo di censimenti o statistiche. In ogni caso, questa mia inclinazione per leggere al di là di liste, unita alla mia curiosità etimologica, sono una fonte di ispirazione anche in Kenya.

Come dice l'adagio, paese che vai, usanze che trovi. Qui è un intreccio di culture e religioni, che si riflettono anche nei nomi delle persone. Secondo la tradizione musulmana, al nome proprio della persona, si affiancano quello del padre e del nonno: Omar Ali Hussein, ad esempio signica Omar figlio di Ali, nipote di Hussein. Come molti di voi sanno, sto imparando lo Swahili. I termini con cui si definiscono mamma, papà, nonna e nonno sono rispettivamente mama, baba, bibi e babu. Interessante l'assonanza di tre di esse, vero?


Immaginate la mia sopresa quando mi è stato presentato il collega Babu Ali Babu (letteralmente nonno di Ali di nonno) che vedete con me nel selfie. Esatto, ha meno di trent'anni e non ha ancora figli, figuriamoci nipoti!


Durante il mio lavoro sulla piattaforma di e-learning mi capita di occuparmi di reportistica o gestione degli utenti, ragione per la quale vedo passare parecchi nomi sul mio schermo. Una cosa che ho notato è l'uso di nomi comuni quali Matunda (frutta), Mboga (verdura), Zawadi e Gift (regalo). Molto amati sono nomi femminili quali Faith, Mercy, Purity, Patience and Precious. 

Una rapida ricerca in internet rivela che il cognome più popolare è Otieno. Mi permetto qui di aprire una piccola parentesi sul fatto che alcuni cognomi rivelano la provenienza regionale. Tipicamente i cognomi che iniziano con la lettera "O" provengono dalle regioni ad ovest e sono legate all'etnia dei Luo, quarta nella graduatoria delle etnie in Kenya, dopo Kikuyu, Luhya e Kalenjin.

Da quando sono in Kenya, e mi presento menzionando il mio cognome, aggiungo sempre, con un sorriso complice, che sono del Kenya dell'ovest, facendo leva sul grande senso dell'umorismo dei kenioti, che scoppiano in una sonora risata, rimenendo anche sorpresi della mia conoscenza del loro paese.

Il nome e la sua registrazione attestata dal certificato di nascita, sono una colonna portante dei diritti umani, dato che permettono all'individuo di accedere ai servizi sanitari, di andare a scuola, di lavorare o aprire un'attività commerciale, di votare, insomma di partecipare pienamente alla vita comunitaria. Nel 2019 l'Unicef dichiarava che un quarto dei bambini venuti al mondo non sono ufficialmente registrati, per un totale di 166 milioni di infanti sotto i 5 anni, approssimativamente il doppio della popolazione della Francia.

Nel dicembre 2021 l'ing. Karanja Kibicho, viceministro del Dipartimento degli Interni del Kenya ha affermato: "Quasi l'83% di tutte le nascite in Kenya sono ora registrate, rispetto al 64% del 2016, grazie al maggiore impegno dei servizi di registrazione civile e di altre parti interessate. L'obiettivo finale è quello di migrare la registrazione all'e-citizen per consentire l'emissione in giornata dei certificati di nascita." 

L'informatizzazione sta quindi raggiungendo anche i servizi amministrativi, oltre a quelli educativi, come l'e-learning, che supporto con il mio progetto qui in Kenya. Insomma, la strada è tracciata e speriamo che presto tutti i bambini kenioti potranno accedere all'istruzione grazie all'assiduo lavoro delle autorità competenti. 

Di Diana Ombelli | 1 marzo 2022 | Kenya

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Diana Ombelli

Project Manager

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Come project manager IT rafforzo e sostengo il North Coast Medical Training Centre (NCMTC) di Bomani (nella contea di Kilifi, a 25 km da Mumbasa) a livello tecnico e organizzativo, promuovendo l’apprendimento tramite e-learning per fornire ai giovani una solida educazione alle professioni sanitarie.

 

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