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La musica di Nina Dimitri per Comundo

Nina Dimitri è cantante e musicista e fin da piccola ha un legame particolare con la Bolivia. Qualche anno fa ha visitato un progetto sostenuto da Comundo a Cochabamba e da allora ha deciso di impegnarsi per una maggiore giustizia sociale come ambasciatrice di Comundo.

Nina Dimitri, figlia del grande clown Dimitri, è ambasciatrice di Comundo da parecchi anni. 

Ha un legame particolare con la Bolivia, dove ha vissuto e dove ama tornare quando possibile.  «Ho deciso di sostenere Comundo perché credo nel lavoro che fa. Credo in un futuro migliore e sento che è un dovere fare qualcosa per renderlo possibile». 

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In Bolivia, come nel resto del mondo, la violenza di genere è una realtà che colpisce moltissime persone. Ecco perché, in tutti i suoi progetti, Comundo si impegna ad avere un approccio di genere, che punti ad ottenere la parità di opportunità tra donne e uomini e l’eliminazione di tutte le forme di violenza nei confronti di donne e ragazze.

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Il sostegno di Nina Dimitri a Comundo passa soprattutto attraverso la sua musica. Per questo motivo ci propone una mini playlist di canzoni che in qualche modo parlano di violenza nelle relazioni, di possesso, di controllo. Spesso, infatti, la violenza si nasconde proprio là dove meno te lo aspetti: tra le mura di casa, nelle pieghe di un legame che invece di liberare, costringe. Non dimentichiamocelo, nemmeno mentre cantiamo una canzone d’amore.  

“L’amore non può essere una prigione! 
Eternitangoamor è un inno  
e un incoraggiamento per tutte le donne,  
per trovare la forza di gridare  
NO all’amore malsano”

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Svizzero tedesco e italiano (tra le altre lingue) in famiglia, italiano a scuola, francese se c’erano degli ospiti a casa (e ce n’erano spesso), spagnolo in Bolivia. Nina Dimitri parla tante lingue e a volte è difficile per lei stessa stabilire quale sia quella materna.

Quando è sul palcoscenico, però, non c’è dubbio: si esprime in un linguaggio universale, fatto di passione ed empatia, che arriva direttamente al cuore: «L’arte per me è lavoro e hobby, ma anche e soprattutto una forma di espressione, grazie alla quale trovano spazio emozioni che altrimenti non escono facilmente. È quindi anche una possibilità di sfogo: cantando rielaboro quello che ho vissuto. Per me è importante dare allegria, regalare emozioni». Ci sono voluti sacrificio, costanza, coraggio, ma oggi la musica è diventata la professione che le permette di vivere e di esibirsi in tutto il mondo, anche di fronte a centinaia di persone.

Ciononostante, Nina Dimitri è una persona riservata, per cui parlare in pubblico è sempre uno sforzo non indifferente. «Le parole non vengono – ci confessa –, ho come un blackout e non sono cosa dire. Se sono nervosa durante un concerto è per la parte parlata, mai quando canto». Aver accettato di essere l’ambasciatrice di Comundo per la Svizzera italiana assume quindi un valore ancora più prezioso, perché la spinge a mettersi in gioco e lavorare su sé stessa. «Ho cantato spesso per associazioni boliviane, contribuire in questo modo è naturale per me. Ora però ho deciso di fare un passo in più».

La vita l’ha portata a girare il mondo e a conoscere tante persone. «In tutto questo girare – ci racconta –, io sono solo un granello di sabbia e cerco, attraverso la musica, di portare un mio messaggio di amore, pace e gioia a tutti». Ed è durante uno dei suoi viaggi, qualche anno fa, che Nina Dimitri ha conosciuto la nostra organizzazione partner “Educar es fiesta”. Silvana Gargiulo – che dopo la formazione alla scuola Dimitri di Verscio, da quasi vent’anni fa parte della famiglia dal punto di vista artistico e affettivo – desiderava fare qualcosa di concreto in Bolivia e ha organizzato un breve periodo di lavoro a Cochabamba, con i ragazzi di strada. «Silvana aveva già lavorato con dei giovani in difficoltà e ha una grande esperienza in questo campo. Attraverso l’arte si riesce a fare così tanto! – racconta Nina – Spesso ho notato che hanno proprio voglia di seguirti, basta attrarli e offrire loro un’alternativa». In concreto a Cochabamba “Educar es fiesta” propone, attraverso l’arte, un supporto educativo finalizzato allo sviluppo sociale e personale di bambini e giovani, per un cambiamento profondo e duraturo della società. «Grazie a quest’esperienza, ho visto sul posto il loro lavoro e ho potuto capire quanto fosse bello e importante aiutare i ragazzi meno fortunati, che vivevano nelle canalizzazioni o per strada. Le attività che proponevano davano un senso alla loro giornata. L’arte come mezzo per coinvolgere le persone e in questo caso anche dare un futuro a dei ragazzi che non hanno mezzi, è uno strumento bellissimo», ci spiega. Entrambe le artiste sono ora molto motivate a impegnarsi per una maggiore giustizia sociale a livello globale, collaborando con Comundo: «Spero di contribuire a diffondere il messaggio e magari raggiungere un pubblico diverso – precisa Nina –. Attraverso la musica, il canto, il teatro, possiamo interagire con le persone e fare in modo di sensibilizzarle».

Oltre alla presenza diretta al sud, per il rafforzamento delle organizzazioni locali e il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni coinvolte, è infatti importante coinvolgere nel cambiamento anche i cittadini qui al nord. «Ho deciso di sostenere Comundo perché credo nel lavoro che fa. Credo in un futuro migliore e sento che è un dovere fare qualcosa per renderlo possibile».

Grazie mille per aver sostenuto l'importante impegno di Comundo per le persone bisognose.
 

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