"I nostri progetti in Nicaragua sono praticamente bloccati"

Dopo mesi di proteste e violenze, la popolazione nicaraguense è sempre più divisa tra chi continua a sostenere il presidente Daniel Ortega e chi ne chiede le dimissioni. Il paese, un tempo considerato tra i più stabili dell'America centrale, è ostaggio di un clima "tossico", che influisce anche sul lavoro della cooperazione svizzera allo sviluppo (articolo apparso su swissinfo.ch)

Dal mese di aprile, il Nicaragua è scosso da una profonda crisi. A far scattare la scintilla è stata la riforma delle pensioni voluta dal presidente Daniel Ortega. Di fronte alle numerose manifestazioni di protesta, il governo ha risposto con l'arma della violenza. Una repressione che ha provocato la morte di oltre 300 persone e sprofondato il paese nel caos, con conseguenze anche per le diverse organizzazioni umanitarie attive nel paese.

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